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Perché le criptovalute corrono a fine 2026: tra nuove regole della SEC e vento favorevole dei mercati

markets2026-08-30 · 2 min read · 19 reads

Tra la nuova proposta di regole della SEC, i riacquisti di titoli del Tesoro e un dollaro più debole, le criptovalute corrono a fine 2026. Una lettura prudente del rally di bitcoin ed ether.

Da chi segue i mercati delle criptovalute da tempo, ho imparato a non farmi travolgere né dall'euforia né dal panico. Eppure la corsa dei prezzi vista tra la seconda metà di agosto e la fine del 2026 poggia su basi più solide di molti rally del passato. Dietro l'impennata non c'è soltanto entusiasmo speculativo, ma una combinazione di chiarezza normativa e condizioni di mercato favorevoli. Ed è proprio questo intreccio che mi interessa analizzare con calma.

La spinta delle nuove regole

Il primo motore è arrivato dalla regolamentazione. La SEC, l'autorità di vigilanza sui mercati statunitensi, ha proposto un quadro su misura chiamato Regulation Crypto Assets, pensato per concedere alle aziende del settore alcune esenzioni dalle tradizionali norme sui titoli. L'obiettivo dichiarato è creare percorsi chiari perché gli imprenditori del digitale possano raccogliere capitali. Non appena la proposta è stata annunciata, i prezzi hanno reagito immediatamente al rialzo.

Il balzo di bitcoin ed ether

I numeri raccontano bene la reazione. A metà agosto il bitcoin è salito dell'8,62 per cento, arrivando intorno ai 69.800 dollari, mentre l'ether ha guadagnato ben il 18,19 per cento, portandosi verso i 2.260 dollari. Nelle settimane successive la corsa è proseguita e il bitcoin ha superato la soglia degli ottantamila dollari, un livello che non toccava da diversi mesi. Il capitale, inoltre, ha iniziato a spostarsi anche verso le altre criptovalute più rischiose.

Il vento favorevole dei mercati

A sostenere il movimento non c'è soltanto la regolamentazione. Il Tesoro statunitense ha ampliato i propri piani di riacquisto di titoli a lunga scadenza, in avvio dal nove settembre, una mossa che migliora le aspettative di liquidità. Il calo dei rendimenti a lungo termine tende a spingere gli investitori verso attività più rischiose, comprese le valute digitali. A completare il quadro, un dollaro più debole e metalli preziosi solidi hanno rafforzato la ricerca di riserve di valore alternative.

Una legge ancora sospesa

Sullo sfondo resta un tassello ancora incompleto. Negli Stati Uniti è in discussione una legge, nota come Clarity Act, che mira a stabilire se le criptovalute vadano trattate come titoli o come materie prime. Il provvedimento è però fermo al Senato ed è atteso a un voto procedurale a settembre. La sua eventuale approvazione fornirebbe una cornice più stabile, ma per ora la sua incertezza ricorda quanto il settore dipenda ancora dalle decisioni dei legislatori.

La mia lettura prudente

Con tutto l'ottimismo del momento, preferisco mantenere i piedi per terra. Un rally alimentato da attese normative può invertirsi con la stessa rapidità con cui è nato, e la volatilità resta la compagna inseparabile di questo mercato. Detto ciò, il fatto che la spinta arrivi da regole più chiare e da condizioni di liquidità favorevoli, e non solo da pura speculazione, mi sembra un segnale di relativa maturità. La vera prova sarà vedere se questa fase reggerà quando l'entusiasmo iniziale si sarà raffreddato.

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