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L'ascesa delle stablecoin: come le cripto 'stabili' hanno superato Visa e Mastercard

markets2026-08-29 · 2 min read · 0 reads

Lontano dai riflettori puntati sul prezzo del Bitcoin, le stablecoin sono diventate un colosso da oltre 300 miliardi di dollari che muove trilioni in pagamenti. Numeri, protagonisti e rischi.

Quando si parla di criptovalute, l'attenzione finisce quasi sempre sul prezzo altalenante del Bitcoin. Ma la vera rivoluzione silenziosa degli ultimi anni ha un altro nome: le stablecoin, ossia le cripto 'stabili' ancorate al valore di una valuta come il dollaro. Meno appariscenti ma molto più concrete, sono ormai diventate una gigantesca infrastruttura per muovere denaro in tutto il mondo.

Un mercato da oltre 300 miliardi

I numeri raccontano una crescita impetuosa. L'offerta complessiva di stablecoin ha toccato il record di circa 315 miliardi di dollari nei primi mesi del 2026, partendo da appena 124 miliardi a fine 2023: un balzo di circa il 150 per cento in meno di tre anni. A dominare il mercato sono due nomi: Tether con USDT, attorno al 59 per cento, e Circle con USDC, circa il 24 per cento.

Più di Visa e Mastercard messe insieme

Il dato più sorprendente riguarda i volumi. Nel corso del 2025 le transazioni in stablecoin hanno superato i 33.000 miliardi di dollari, con un aumento del 72 per cento rispetto all'anno precedente, arrivando a superare il volume di Visa e Mastercard messe insieme. Un segnale così forte che persino Visa ha iniziato a regolare parte dei propri pagamenti proprio tramite stablecoin.

Il motore dei pagamenti tra imprese

Le stablecoin stanno diventando una vera e propria infrastruttura di pagamento, ben oltre la speculazione sui mercati.
Le stablecoin stanno diventando una vera e propria infrastruttura di pagamento, ben oltre la speculazione sui mercati.

Dietro questi numeri non c'è solo speculazione, ma un uso sempre più pratico. I pagamenti tra imprese regolati in stablecoin sono passati da meno di 100 milioni di dollari al mese all'inizio del 2023 a oltre 6 miliardi a metà del 2025. Il motivo è semplice: trasferimenti rapidi, a basso costo e senza confini, particolarmente utili per le transazioni internazionali che con i circuiti tradizionali richiedono giorni.

Attenzione: non sono l'euro digitale

È importante non confondere le stablecoin con l'euro digitale. Le prime sono strumenti privati, in larghissima parte agganciati al dollaro, mentre l'euro digitale sarebbe una moneta emessa direttamente dalla banca centrale. In Europa, il regolamento MiCA impone ora regole precise su riserve e trasparenza, un tema cruciale perché la 'stabilità' di questi token dipende interamente dalla qualità delle garanzie che li coprono.

Le prospettive restano ambiziose: secondo le stime di Citi il mercato potrebbe arrivare a 1.900 miliardi di dollari entro il 2030, mentre Standard Chartered ipotizza addirittura 2.000 miliardi già entro la fine del 2028. Per risparmiatori e imprese europee, le stablecoin sono ormai un fenomeno da conoscere: un'opportunità enorme, ma da maneggiare con la dovuta prudenza.

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