Lorenzo FerrariVIEW PROFILE →
La tokenizzazione esce dal laboratorio: come l'Italia porta BTP e immobili sulla blockchain
Dopo anni di sperimentazioni, la tokenizzazione degli asset reali diventa operativa in Italia. UniCredit, CDP e Banca d'Italia guidano i primi bond tokenizzati, mentre titoli di Stato e immobili di Milano e Roma vengono frazionati on-chain a partire da 100 euro.
Per anni la parola tokenizzazione è rimasta confinata nei convegni di settore e nei laboratori sperimentali delle banche, evocata come una promessa affascinante ma ancora lontana. Nel 2026, però, qualcosa è cambiato in modo profondo: la conversione di strumenti finanziari tradizionali in versioni digitali su blockchain è finalmente uscita dalla fase pilota per entrare in operazioni reali e pienamente regolamentate.
L'Italia si è ritagliata un ruolo da protagonista in questa transizione. Il tema dominante dell'anno, quello che gli addetti ai lavori riassumono con l'espressione tokenizzazione di ogni cosa, sta trovando nel nostro Paese applicazioni concrete che coinvolgono grandi banche, casse pubbliche e persino il mercato immobiliare delle principali città.
Le banche italiane in prima linea

Il segnale più forte è arrivato con la creazione del primo bond tokenizzato italiano, un'operazione che ha visto collaborare attori di primissimo piano del sistema finanziario nazionale. Nella partita sono scesi in campo insieme UniCredit, Cassa Depositi e Prestiti e la stessa Banca d'Italia, a testimonianza di quanto il progetto sia stato preso sul serio ai vertici del settore.
Il coinvolgimento di una banca centrale in un'operazione di questo tipo non è un dettaglio secondario. Significa che la tokenizzazione non viene più vista come un esperimento di nicchia, ma come una possibile infrastruttura del futuro sistema finanziario, capace di integrarsi con la moneta di banca centrale e con i circuiti istituzionali più solidi e regolamentati.
Parallelamente, le banche stanno investendo direttamente nelle aziende tecnologiche che rendono possibile questa rivoluzione. UniCredit, ad esempio, ha completato un investimento strategico da circa quattro milioni di euro acquisendo una quota vicina al sedici per cento nella società BlockInvest, specializzata proprio nella tokenizzazione, di cui è azionista anche il gruppo Crédit Agricole.
Dal grande capitale ai piccoli risparmiatori
Se il coinvolgimento delle grandi istituzioni fa notizia, l'aspetto potenzialmente più rivoluzionario riguarda i piccoli investitori. La tokenizzazione consente infatti di frazionare asset finora indivisibili, aprendo a chiunque le porte di mercati un tempo riservati a chi disponeva di ingenti capitali da immobilizzare in un singolo strumento.
Gli esempi concreti sono già realtà. I titoli di Stato italiani e persino immobili situati a Milano o a Roma vengono frazionati sulla blockchain, permettendo a piccoli risparmiatori di accedere al mercato immobiliare o obbligazionario con cifre contenute, in alcuni casi a partire da appena cento euro di investimento iniziale.
Anche il tessuto produttivo ne beneficia. È stato ad esempio strutturato un minibond da cinque milioni di euro destinato a una piccola e media impresa italiana, realizzato con il coinvolgimento di UniCredit, di Cassa Depositi e Prestiti e con una garanzia SACE, a dimostrazione di come la tecnologia possa servire l'economia reale e non solo la finanza speculativa.
Una tendenza destinata a durare
Ciò che rende questa fase diversa dalle precedenti è la sua natura ormai produttiva e non più sperimentale. La tokenizzazione degli asset reali è diventata uno schema operativo consolidato per titoli di Stato tokenizzati, fondi monetari, reti di collaterale, bond digitali, credito privato e finanza commerciale, ambiti in cui genera valore concreto e misurabile.
Per l'Italia, muoversi con anticipo su questo fronte può rappresentare un vantaggio competitivo importante nel panorama europeo. Se il Paese saprà consolidare un quadro affidabile e attrarre operatori, la tokenizzazione potrebbe trasformarsi da semplice moda tecnologica in un pilastro duraturo del modo in cui risparmiatori e imprese accedono ai mercati dei capitali.






